L’editoriale n.159

La guerra è quella lezione di storia che non abbiamo ancora imparato…
(Anonimo)

Viviamo una fase storica confusa in cui nulla è come sembra o peggio nulla è come dovrebbe essere. Dopo anni di pace apparente il mondo, a causa delle pulsioni umane verso la guerra e l’annullamento del prossimo scandite da un’indomita e atavica sete di conquista, è ripiombato nell’instabilità più totale. Ma quel che più sorprende è il gioco delle parti. Nulla è più come dovrebbe essere.

Prendiamo il caso della guerra all’Iran, pare tutto in circo impazzito. A partire dalla presenza del ministro della Difesa Crosetto in un luogo sensibile il giorno in cui è stato sferrato l’attacco. Segno che il nostro Paese, che con gli Stati Uniti dovrebbe avere almeno sulla carta, buoni rapporti era totalmente all’oscuro dell’offensiva.

O nel merito: possibile che l’estrema sinistra da sempre schierata contro ogni forma di dittatura scenda in strada per manifestare contro l’intervento di USA e Israele, nonostante a venire combattuto sia un regime teocratico e sanguinario con il vizietto di torturare e impiccare i dissidenti e sottomettere le donne

Si dirà: ma lo scopo di americani e israeliani
non è filantropico. Verissimo anche questo. Resta il fatto che, chiamiamola eterogenesi dei fini, un popolo vessato e sottomesso da 47 anni potrebbe beneficiare di questa offensiva per liberarsi da una tirannia non più sostenibile.

In una realtà in cui nulla è
bianco o nero trovo estremamente difficile schierarsi con tanta fermezza da una parte o dall’altra. Specie se schierarsi con tanto vigore significa calpestare i propri ideali storici. A meno che, per certi estremisti l’anti-americanismo non venga al primo posto, anche al di sopra all’opposizione a qualsiasi forma di dittatura.

E in questo mondo in cui nulla è come sembra, fa sorridere che quelli che non condannano l’attacco di Putin all’Ucraina che pure è una democrazia (chissà se a certe schiettissime redazioni fischiano le orecchie) condannano invece senza riserve l’attacco di Trump a una dittatura.

Per tacere delle posizioni sul
referendum. Con la sinistra italiana in passato favorevole alla separazione delle carriere e favorevolissima all’Istituzione di un’Alta Corte (inserita addirittura nell’ultimo programma elettorale del PD), ora incomprensibilmente compatta e allineata sul NO.

Cose strane, figlie di una realtà sempre più schizofrenica. Ma noi alle nostre latitudini abbiamo ben altri pensieri. Tipo che strada fare per evitare il traffico generato dai cantieri del BRT.