L'editoriale n.157
Se gli idioti si scaricassero alla velocità di un iPhone, a mezzogiorno per strada girerebbero solo premi Nobel
Dopo il grigiore di un primo semestre che ha raccontato un’Umbria ripiegata su se stessa, fra polemiche su bilancio e stangate fiscali, micro-criminalità a livelli di guardia, piani per uscire dall’isolamento assenti, solito tira e molla sulla Medio Etruria, la nostra Regione a ridosso dell’estate sembra essersi risvegliata all’improvviso.
Prima grazie allo sport, con l’impresa storica e stratosferica della Sir Volley Perugia che ha portato in Umbria la prima Champions della storia. Poi grazie al consueto ma sempre più intenso fuoco d’artificio dei grandi eventi estivi. E se Umbria Jazz sembra pronta a ospitare una delle edizioni più belle di sempre, l’Umbria che spacca ha definitivamente preso il volo, con un’edizione semplicemente perfetta: dai nomi degli artisti ai sold out, passando per i tanti eventi collaterali.
Segno che la nostra regione è sempre più una terra a due velocità, quella pigra, quasi indolente del periodo invernale e quella scoppiettante della bella stagione trainata dal vero motore a combustione del territorio: i grandi eventi.
Un bene, ovviamente, ma al tempo stesso un male. Perché dietro questi successi, dietro queste straordinarie vetrine (a cui si sommano i tanti festival musicali disseminati fra luglio e agosto, il Festival dei Due Mondi e, ovviamente i due grandi “fuori stagione, Festival del Giornalismo ed Eurochocolate) sembra non esserci un disegno più ampio, una regia che sappia trasformare questi momenti in una vera e propria strategia turistica.
Un vero peccato. Perché gli ingredienti ci sono tutti. Strutture di qualità che crescono, luoghi d’arte e natura unici, e il grande traino dei famosi eventi. Se solo si iniziasse a fare un piano strategico e di comunicazione all’altezza… ovviamente senza dimenticare che l’attuale situazione del trasporto su rotaia non è più accettabile e che l’aeroporto va rafforzato ogni giorno di più.